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BenessereIl benessere

Ognuno ha una percezione soggettiva del comfort. Eppure, possiamo tentare una sua definizione oggettiva come "sensazione di benessere fisico-mentale". Già negli anni '60-'70 studi scientifici, come quelli del prof. Ole Fanger, hanno addirittura formulato una "teoria del benessere".


Queste ricerche dimostrano che tale sensazione è influenzata da molteplici fattori, non da ultima la temperatura: i valori "ideali" per il nostro benessere sono indicati in 21°C in inverno e 26°C in estate. Al di fuori di questo range, il nostro sentirci bene si altera.


La corretta armonia con gli spazi in cui viviamo è una scelta primaria.


Il "giusto clima", pertanto, consiste nel raggiungimento di un rapporto di equilibrio tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. 


Questo rapporto si lega a molti fattori: in termini generali, essi possono essere distinti tra fattori ambientali (temperatura, umidità relativa, velocità/distribuzione dell'aria, qualità dell'aria, rumore) e fattori individuali (attività fisica svolta, resistenza termica del vestiario, ecc.).


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temperaturaTemperatura

Il variare esterno della temperatura a seconda delle stagioni è una condizione naturale; tuttavia, ai fini del nostro benessere, la temperatura in casa deve essere sempre perfettamente regolata in ogni stanza secondo precisi valori di riferimento.

Al fine di ottenere questo risultato, è necessario definire dei corretti set point di temperatura per ogni locale, in funzione del tipo di attività svolta e in ogni stagione, ed evitare ampie oscillazioni grazie a un'attenta regolazione.

La zona di benessere
Temperatura invernale: 20°C
Temperatura estiva: 26°C 

Velocità e distribuzione dell'aria

La distribuzione e la velocità dell'aria incidono in modo significativo sul livello di comfort percepito. La corretta gestione di questi parametri evita la stratificazione, i flussi di corrente, la stagnazione dell'aria e gli inconvenienti ad essi associati.


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UniditàUmidità

Tutti hanno esperienza di quanto l'umidità incida sul nostro comfort: il clima ambientale non deve essere mai troppo secco o troppo umido. Valori troppo bassi di umidità relativa provocano inconvenienti come mal di testa, secchezza delle vie respiratorie e scariche elettrostatiche.Al contrario, valori elevati provocano sensazione di afa e proliferazione di muffe e batteri.L'umidità deve quindi essere soggetta a controllo, per rendere l'ambiente interno indipendente dalle variazioni delle condizioni meteorologiche esterne.

La zona di benessere
Umidità relativa: 40% - 60%


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fumoRinnovo dell'aria

Nella moderna edilizia, per le nuove abitazioni sono previsti livelli di isolamento termico e acustico sempre più elevati, che di fatto influiscono anche sul maggior isolamento dell'aria esterna.

L'aria in casa tende quindi a ristagnare e la sua qualità a deteriorarsi gradualmente per la presenza di inquinanti rilasciati da persone, animali e oggetti. Vi è quindi necessità di un ricambio forzato dell'aria, e tale operazione va eseguita in condizioni controllate per l'immissione di aria filtrata alla temperatura e all'umidità ideali.

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silenzioRumore

La presenza di rumori e vibrazioni in casa contribuisce fortemente al malessere delle persone. Oltre all'inquinamento acustico in sé, possono concorrere a condizioni termoigrometriche leggermente sfavorevoli, determinando situazioni di fastidio nell'ambiente domestico.

L'impianto di climatizzazione deve garantire l'assenza di rumore all'interno dei luoghi climatizzati e all'esterno dell'edificio, e al tempo stesso evitare la trasmissione dovuta all'impianto stesso di rumori provenienti da fuori.